È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

“GIRO…GUSTANDO” – IN VIAGGIO
TRA SAPERI E SAPORI DI LOCOROTONDO
È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

pubblicato su “Agorà- mensile dei trulli e delle cummerse”, luglio 2016 – anno 3- n.27, pag. 16)

di Valentina Mastronardi

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La frisa e la cialledda sono piatti della tradizione estiva, freschi e digeribili. Seppur il pane sembra stia scomparendo dalle nostre ricche tavole ipercaloriche (Scianna,2013) il patrimonio genetico del pugliese e del mediterraneo più in generale, celiachia permettendo, è pane, frisa a’frise e frisella – a’freseddhe(impasto arricchito d’olio e ingredienti vari) e riusi con la cialledda.La frisa, pane disidratato realizzato col medesimo impasto, di grano duro o d’orzo per i più poveri, a forma di un grande tarallo che viene fatto lievitare e poi cotto nel forno a legna. Tirata fuori e ancora calda, viene tagliata a metà e reinfornata per la biscottatura, che la disidrata.Per gustarle basta ammollarle in acqua fresca per qualche istante, per alcuni il tempo di un segno della Croce (per più istanti tende a sfaldarsi assorbendo più acqua, si dice spunzete).E poi per condirle: pomodorini, sale, origano fresco e olio evo, ingredienti straordinari che raccontano un territorio e la sua storia dove la terra, la bellezza, l’amore, tutto questo ha sapore di pane(P.Neruda) Continue reading È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

Luoghi di memoria: le botteghe storiche

“GIRO…DIVAGANDO”  – IL PATRIMONIO IMMATERIALE:

SPIGOLATURE, USI E COSTUMI, RICORDI

Luoghi di memoria: le botteghe storiche

di Valentina Mastronardi

(“Agorà- mensile dei trulli e delle cummerse”, dicembre 2015 – anno 2- n.20)

 

Per raccontare davvero un paese occorre farlo anche attraverso i suoi abitanti e così, intrufolandosi nelle pieghe della loro memoria o interrogandosi su alcuni modi di dire o indicazioni toponomastiche si possono portare in luce tanti aspetti dimenticati o sconosciuti. Solo così, fatte salve le ricerche archivistiche, bibliografiche e documentali mai scontate né sufficienti, si può restituire la vera essenza di una comunità un po’ come il titolo della rubrica che mi diletto a scrivere: Minze o’ larje, luogo di memoria, che altro non è se non un omaggio al mio paese e ai suoi cittadini. Tra i luoghi di memoria, le botteghe storiche, quelle più rappresentative per la storia di un paese, tuttora esistenti o meno. Tra queste, la polleria Martini aperta il 12/01/1977 da Martini Angela e suo marito Mimino, meglio noto come “Mimine di polle” nell’allora p.zza Roma. Qui senza alcun bisogno di pubblicità, tra uno spiedo di ali al fornello e la loro invenzione e specialità, involtini di pollo, con rosmarino e pancetta, si può conversare di soprannomi; storia; storie, aneddoti e curiosità anche grazie a Mimino che, da vero innamorato del suo paese, dal piglio deciso e intransigente quando lo sente in pericolo, non smette di stupire nel raccontare quella che definisce la vera locorotondesità. Un amore nato negli anni ’80 con l’acquisto di una cinepresa super 80 e per gioco trovatosi a realizzare interviste per le campagne curioso di sapere gli usi degli antenati, il lavoro nei campi, la loro vita poi trasformatosi man mano in una vera e propria passione con la realizzazione di veri e propri documentari da artigiano del video che permette, grazie ad una canale Youtube di avvicinare i tanti emigrati locorotondesi più vicini.