È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

“GIRO…GUSTANDO” – IN VIAGGIO
TRA SAPERI E SAPORI DI LOCOROTONDO
È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

pubblicato su “Agorà- mensile dei trulli e delle cummerse”, luglio 2016 – anno 3- n.27, pag. 16)

di Valentina Mastronardi

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La frisa e la cialledda sono piatti della tradizione estiva, freschi e digeribili. Seppur il pane sembra stia scomparendo dalle nostre ricche tavole ipercaloriche (Scianna,2013) il patrimonio genetico del pugliese e del mediterraneo più in generale, celiachia permettendo, è pane, frisa a’frise e frisella – a’freseddhe(impasto arricchito d’olio e ingredienti vari) e riusi con la cialledda.La frisa, pane disidratato realizzato col medesimo impasto, di grano duro o d’orzo per i più poveri, a forma di un grande tarallo che viene fatto lievitare e poi cotto nel forno a legna. Tirata fuori e ancora calda, viene tagliata a metà e reinfornata per la biscottatura, che la disidrata.Per gustarle basta ammollarle in acqua fresca per qualche istante, per alcuni il tempo di un segno della Croce (per più istanti tende a sfaldarsi assorbendo più acqua, si dice spunzete).E poi per condirle: pomodorini, sale, origano fresco e olio evo, ingredienti straordinari che raccontano un territorio e la sua storia dove la terra, la bellezza, l’amore, tutto questo ha sapore di pane(P.Neruda) Continue reading È arrivata l’estate al sapore di frise e cialledde

La devozione popolare nella recita del SS. Rosario

“GIRO…DIVAGANDO”  – IL PATRIMONIO IMMATERIALE:

SPIGOLATURE, USI E COSTUMI, RICORDI

La devozione popolare nella recita del SS. Rosario

di Valentina Mastronardi

madonna delle rose

Nelle campagne, negli spiazzi comunitari – jazzili delle varie contrade di Locorotondo, sin dallo scorso anno, ogni sera per l’intero mese di maggio, viene celebrato il Santissimo Rosario, tra i culti più antichi della cristianità. Maggio, tradizionalmente dalla Chiesa e dalla devozione popolare, è dedicato alla rosa tra le rose, la Vergine Maria. (Un tempo maggio era l’unico periodo in cui sbocciavano le rose, per questo ancor più preziose. Tra le più delicate, la rosa canina, piccola rosa selvatica che, prima del suo sbocciare, si riempie di piccole bacche rosse, cinorroidi, in epoca medievale utili per farne rosari.) Precedentemente la sua recita veniva praticata all’interno di case private, allestito un altarino, abbellito da una tovaglia, solitamente bianca e da una composizione floreale per onorare la presenza da’ Madonna– la statuetta, ospitata un giorno e una notte, per poi passare all’abitazione successiva.

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timpe i frasche vuole a crepe

“timpe i frasche vuole a crepe”

alla lettera sarebbe tempo e frasche, foglie vuole la pecora. Tempo al tempo potrebbe essere il corrispondente più comunemente noto. Tempo  occorre affinché tutto si risolva o si vedano risultati per una determinata situazione, anche se apparentemente sembra irrisolvibile. la pecora rumina lentamente ma le occorre senz’altro del cibo, le foglie – frasche e tempo, le mangerà.

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